Livorno è indubbiamente una città che ama lo sport e non solo lo segue dal divano con un telecomando in mano, ma lo pratica anche. Nonostante il mare sia l’amore primario, i livornesi si dedicano molto alla pratica attiva degli sport e, spesso, emergono a livello nazionale e internazionale.
Non esistono classifiche ufficiali in merito al numero di medaglie vinte dagli atleti delle singole città italiane, ma le stime ci dicono che con oltre 500 medaglie tra olimpiadi, mondiali, europei e altre competizioni internazionali in tutte le discipline, Livorno sarebbe al primo posto per distacco.
Da atleti appartenenti ad altre epoche come Nedo Nadi per la scherma e Federico Caprilli per l’equitazione, passando per i grandi atleti di un passato ancora recente come Ilaria Tocchini, Fabrizio Mori, Andrea Baldini e la famiglia Montano nel suo complesso, arrivando ai campioni di oggi, Simone Alessio e Andy Diaz Hernandez.
Di questi ultimi anni, però, dobbiamo doverosamente tener conto anche degli sport paralimpici che stanno sempre più acquistando visibilità. Le Paralimpiadi di Parigi 2024, con la diretta integrale delle competizioni garantita per la prima volta nella storia dalla RAI, hanno portato a conoscenza del grande pubblico cosa significa gareggiare per le persone con diversa abilità.
Ma non chiamateli mai “eroi”, perché vi risponderanno, piuttosto seccati, che loro sono atleti come tutti gli altri, che si allenano per perseguire un risultato, possibilmente una vittoria.
E anche negli sport paralimpici Livorno è molto ben rappresentata con atleti del calibro di Mattia Galvagno (scherma), Giulia Aringhieri (sitting volley) Christian Volpi (canoa), Gabriele Marrucci, Sofia Gagliardo Gurrieri e Pietro Passerini (nuoto), Matteo Panariello (tiro con l’arco cieco).
Ma c’è un’atleta che ha fatto parlare di sé per la rapidissima ascesa che ha caratterizzato la sua storia sportiva dal giorno in cui un incidente, nel quale è stata involontariamente coinvolta, le ha stravolto la vita. Lei si chiama Ambra Sabatini, è nata a Livorno il 19 gennaio 2002 e quando aveva 17 anni un’auto invase la corsia dove lei e suo padre stavano viaggiando in scooter. Ambra, lo dice sempre, è viva per miracolo perché il caso volle che un mezzo dei Vigili del Fuoco fosse proprio dietro di loro. Senza il loro intervento di primo soccorso, Ambra in tre minuti sarebbe morta dissanguata.
Al risveglio dopo l’operazione con la quale le avevano amputato la gamba, la prima cosa che fece fu di iniziare a consultare Internet per capire come avrebbe potuto fare a continuare a praticare il suo sport: l’atletica leggera, nella quale si stava mettendo in mostra come mezzofondista.
Questo accadeva il 5 giugno 2019.
Le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Tokyo 2020 a causa del Covid si disputarono l’anno seguente e il 4 settembre 2021 Ambra Sabatini conquistò l’oro nei 100 metri nella categoria T63 precedendo le connazionali Martina Caironi e Monica Contraffatto, per una storica tripletta azzurra.
“La capacità di adattarsi positivamente a difficoltà e avversità, reagendo a eventi stressanti o traumatici in modo costruttivo, uscendo rafforzati e riorganizzando positivamente la propria vita”. Questa è la definizione di resilienza, un termine fin troppo abusato ma che, nel caso di Ambra Sabatini, calza a pennello.
Campionessa olimpica, mondiale, europea e italiana, detentrice dei record mondiali sui 100 e 200 metri: con questo palmares si è presentata alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Prescelta come portabandiera nella cerimonia di inaugurazione, era la favoritissima nei 100 metri. A pochi metri dal traguardo aveva preso il sopravvento e stava per bissare il successo di Tokyo quando un falso appoggio della protesi la fece, drammaticamente, cadere coinvolgendo la compagna Monica Contraffatto mentre Martina Caironi andava a vincere.
Cadere e rialzarsi, questo uno dei mantra di Ambra, l’altro è amor fati, frase che porta tatuata su una spalla, perché la vita le ha insegnato che i successi sono importanti ma saper reagire alle difficoltà lo è ancor di più e che il destino ha giocato a suo favore, nonostante tutto.
Ambra Sabatini dal 2022 fa parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle e per due anni ha vissuto e si è allenata a Roma. Dopo Parigi ha deciso che aveva bisogno di un cambiamento, voleva tornare nella città con la quale ha mantenuto sempre un legame forte, la città dei Quattro Mori.
Tanto da sceglierne uno, il quinto, come allenatore, il campione del mondo (1999) dei 400 ostacoli, Fabrizio Mori! Sotto la sua guida si è preparata per affrontare i Campionati del Mondo di Nuova Delhi 2025, cimentandosi anche nella disciplina del salto in lungo.
Alla vigilia della gara dei 100 metri, i tre salti di qualifica nel lungo sono stati tutti nulli ma Ambra ha reagito ancora una volta e nella gara veloce non ha lasciato scampo alle avversarie ed è tornata sulla vetta del mondo.
Questa la vicenda agonistica, e non solo, di Ambra Sabatini che è stata raccontata in un docufilm, Ambra: a un metro dal traguardo, una produzione Giffoni Innovation Hub e BlackBox Multimedia, in collaborazione con Autostrade per l’Italia. Il regista e Mattia Ramberti che, oltre a narrare la vicenda umana e agonistica di Ambra, tratta anche i temi legati alla sicurezza stradale, visto che a causa di un incidente provocato da altri lei ha perso una gamba.
Livorno, quindi, è una città che permette agli atleti con diverse abilità di allenarsi e primeggiare a livello internazionale e lo può fare grazie anche alle associazioni che danno una possibilità ai potenziali atleti paralimpici. Basti pensare al comitato Strabilianti, alla Toscana Disabili Sport, al Centro San Simone “Gli Amici di Tutti” Onlus, all’Associazione Zenith Livorno e alle varie iniziative della Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali e del Comitato Italiano Paralimpico.
La nostra città farà parte anche di un progetto FISPES molto importante, Formazione del Talento, che sarà attuato su scala nazionale attraverso la creazione di sei poli interregionali, pensati per offrire un punto di riferimento stabile e accessibile per lo sviluppo del talento sportivo tra i giovani con disabilità. Livorno, assieme a Roma, Monza, Padova, Molfetta e Palermo, sarà sede permanente di questa nuova attività.