lunedì, Aprile 27, 2026

La San Gimignano di Dante

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locandina dell'evento "La San Gimignano di Dante"

San Gimignano ha torri che sembrano fermare il tempo. Non è una metafora: quando le vedi stagliate contro il cielo della Valdelsa capisci perché Dante ci passò nel 1300 e ci lasciò qualcosa di abbastanza importante da giustificare, sette secoli dopo, una rassegna intera intitolata alla sua memoria.

La San Gimignano di Dante” torna nel 2026 con quattro appuntamenti distribuiti tra aprile e maggio, organizzati dall’Associazione Radice AR: una piccola compagnia culturale che ha costruito un programma capace di mettere insieme storia medievale, musica contemporanea, poesia e un bicchiere di Vernaccia.

Si comincia lunedì 27 aprile alla Biblioteca Comunale di Via Folgore da San Gimignano, alle 17:30, con un evento dal titolo che già dice molto: “Un viaggio infinito, tra Dante e Leopardi“. Giuseppe Picone e Gaspare Polizzi, quest’ultimo dell’Università di Pisa e del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, parleranno di Michelangelo Picone e di come certi fili resistano a qualunque cesura temporale. Che Dante e Leopardi si parlino non è una scoperta, ma sentirlo sviluppato da chi ha studiato entrambi tutta la vita è un’altra cosa.

Il 9 maggio la Sala di Dante in Piazza Duomo ospita due eventi nella stessa giornata. Al mattino, ore 11:30, si replica la visita di Dante Alighieri a San Gimignano, in collaborazione con i Cavalieri di Santa Fina: una rievocazione storica con tutto ciò che comporta, compreso il rischio piacevole di sentirsi improvvisamente nel Trecento senza aver fatto nulla per meritarselo.

Al pomeriggio, stessa sede, ore 17:30, arriva lo spettacolo che è il cuore della rassegna: “Interminati spazi. Il tempo e lo spazio nella letteratura e nella musica.” Non è un concerto e non è teatro, o meglio è entrambe le cose insieme senza essere del tutto l’uno né dell’altro. Niky Mazziotta recita, Stefano Agostini suona il flauto, Gregorio Bottonelli costruisce la computer music attorno a loro. Il titolo prende il verso di Leopardi e ci costruisce sopra una ricerca che muove su due piani: da un lato il dialogo tra voce naturale e suono strumentale, dall’altro una riflessione su come l’uomo abita il tempo e lo spazio, o meglio su come spesso non li abiti affatto, galleggiando tra l’uno e l’altro senza coordinate stabili. Leopardi lo aveva capito meglio di quasi chiunque altro, e non era particolarmente contento di averlo capito.

Il 10 maggio, sempre alla Sala di Dante, ore 17:30, si chiude con “Versi e Vernaccia: il vino, Dante e i poeti toscani nel Medioevo.Lisanna Boschini (vicepresidente del Consorzio della Vernaccia di San Gimignano), Marco Lisi (storico della Vernaccia), Lucilla Serchi. La voce è di Niky Mazziotta. Al termine, degustazione a cura del Consorzio. C’è qualcosa di onesto in un evento che non finge di essere solo culturale: il vino era già nella poesia medievale toscana, e la poesia medievale toscana era già nel vino. Metterceli insieme non è una concessione al turismo enogastronomico, è filologia applicata.

Livorno Futura segue la rassegna con interesse non soltanto geografico. San Gimignano dista un’ora e mezza, il tempo è quello giusto per chi vuole passare un pomeriggio fuori porta con qualcosa di concreto a cui appendersi. Lo spettacolo “Interminati spazi” si svolgerà anche a Livorno il 3 maggio, prima della tappa sangimignanese.

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