(Il Tirreno, 15/8/2026)
La Darsena Europa entra nel cuore della macchina organizzativa dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Il nuovo segretario generale Pierpaolo Danieli ha istituito, su impulso del presidente Davide Gariglio, un “Gruppo di supporto alla Piattaforma Europa”, formato da dirigenti dell’AdSp, con il compito di raccordare competenze tecniche, amministrative e decisionali con la struttura commissariale guidata da Giancarlo Dionisi.
L’obiettivo è condivisibile: creare un collegamento stabile tra l’amministrazione ordinaria di Palazzo Rosciano e il commissario, evitare sovrapposizioni, anticipare criticità e accelerare le decisioni. La Darsena Europa, del resto, è l’opera destinata più di ogni altra a cambiare il futuro del porto di Livorno e la sua capacità di competere nella logistica mediterranea.
Ma proprio la nascita della nuova task force pone una domanda che non può essere elusa: perché questa organizzazione arriva soltanto adesso?
Il commissariamento della Darsena Europa non è una novità. Risale a circa due anni fa, quando alla guida dell’AdSp c’era Luciano Guerrieri. Se oggi viene presentata come una svolta la necessità di costruire una squadra dell’Autorità capace di affiancare efficacemente la struttura commissariale, non è forse legittimo chiedersi se il commissariamento abbia evidenziato anche una difficoltà dell’AdSp nel governare con la necessaria efficacia una delle più importanti opere pubbliche oggi in corso in Italia?
Così, il cambio di segretario generale ha certamente rappresentato l’occasione per riorganizzare la macchina amministrativa, ma al contempo non può diventare, da solo, la spiegazione di tutto. Anche perché l’attuale presidente ha impiegato oltre sette mesi per arrivare alla scelta del nuovo segretario generale.
C’è poi un’altra questione, ancora più concreta: la trasparenza sullo stato dell’opera.
Perché non pubblicare ogni mese un prospetto semplice e comprensibile a tutti, aggiornato sullo stato di avanzamento della Darsena Europa? Poche informazioni sarebbero sufficienti: data di riferimento, importo complessivamente speso, percentuale di avanzamento dei lavori, risorse necessarie per completare l’opera e risorse effettivamente disponibili.
Non servono necessariamente centinaia di pagine di relazioni annuali, spesso difficili da leggere anche per chi non è un addetto ai lavori. Serve invece un quadro sintetico, aggiornato e verificabile.
La Darsena Europa viene definita il futuro economico del porto e della logistica nazionale. Se davvero così, allora cittadini, imprese e territorio hanno diritto di sapere, mese dopo mese, quanto è stato fatto, quanto è stato speso, quanto manca e soprattutto se le risorse per arrivare alla fine ci sono davvero.
La nuova task force può essere una buona notizia. Ma la vera domanda è se rappresenti finalmente un cambio di passo o soltanto una riorganizzazione arrivata con molto, forse troppo, ritardo.
È un passaggio fondamentale: efficienza e responsabilità devono procedere insieme senza alibi.