venerdì, Agosto 28, 2026

Fondi Cipess ai porti italiani: e Livorno dov’è?

Condividi

Il Cipess ha dato il via libera alla nuova programmazione del Fondo Infrastrutture destinato ai porti italiani, sbloccando circa 358 milioni di euro per una serie di opere considerate strategiche. Le risorse finanzieranno interventi a Piombino, Gioia Tauro, Napoli, Ancona, Ortona, Venezia, Trieste e Messina, con l’obiettivo di migliorare accessibilità, collegamenti ferroviari e stradali, capacità logistiche e competitività del sistema portuale nazionale. Secondo il viceministro Edoardo Rixi, sono stati privilegiati interventi già maturi dal punto di vista progettuale, così da trasformare rapidamente i finanziamenti in cantieri.

Fin qui la notizia. Ma per Livorno si apre inevitabilmente una domanda. Come è possibile che uno dei principali porti italiani, strategico per i traffici commerciali del Tirreno e nodo fondamentale della rete logistica nazionale ed europea, non compaia tra gli interventi finanziati? La risposta potrebbe essere semplice: forse non c’erano progetti sufficientemente maturi per essere inseriti nella programmazione. Oppure potrebbero esserci altre motivazioni tecniche o amministrative. Tuttavia, la questione merita un approfondimento.

Da tempo si parla della necessità di potenziare il porto di Livorno, di migliorarne i collegamenti ferroviari e stradali e di completare opere decisive per la competitività dello scalo. Se oggi arrivano finanziamenti per altri porti e Livorno resta fuori, è legittimo chiedersi se il territorio stia facendo tutto il possibile per presentarsi preparato quando si aprono queste opportunità. È anche il momento di interrogarsi sul metodo. Esiste un reale coordinamento tra Autorità di Sistema Portuale, Comune, Regione, categorie economiche e Governo? Oppure ogni soggetto procede seguendo una propria agenda, senza una cabina di regia permanente?

Forse Livorno avrebbe bisogno di un gruppo di lavoro stabile, composto da tecnici, esperti di infrastrutture, logistica, trasporti, economia e progettazione europea. Un organismo capace di monitorare costantemente le opportunità di finanziamento, preparare i progetti nei tempi richiesti e mettere attorno allo stesso tavolo tutte le istituzioni coinvolte. La politica avrebbe naturalmente un ruolo fondamentale: definire gli indirizzi strategici, assumere le decisioni e rappresentare il territorio. Ma la costruzione dei progetti e il loro accompagnamento potrebbero essere affidati a professionalità altamente qualificate, con un approccio pragmatico e orientato ai risultati.

Non è una critica a qualcuno in particolare. È una riflessione che nasce da un dato oggettivo: mentre altri porti ottengono nuove risorse, Livorno non figura tra i beneficiari di questo stanziamento. Per una città che ha nel porto il proprio principale motore economico, questa assenza non può passare inosservata. La domanda, allora, è semplice e riguarda tutti: cosa possiamo fare, come sistema territoriale, affinché Livorno non perda le prossime occasioni di investimento?

Perché il vero tema non è recriminare sui fondi di oggi, ma arrivare preparati a quelli di domani.

Furio Bassano
Furio Bassano
Dott. Furio Bassano (1966) è laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Pisa, con una tesi in Diritto Tributario. Dopo un'esperienza in uno studio di commercialisti, ha sviluppato l’intera carriera professionale nel settore del credito, ricoprendo ruoli quali titolare di agenzia e gestore corporate. È appassionato conoscitore e divulgatore della cultura cittadina.

Leggi altro