mercoledì, Settembre 23, 2026

In corso d’opera si valuti di modificare le coperture del nuovo mercato

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(Il Tirreno, 6 settembre 2026) La realizzazione della prima delle tre coperture previste dal progetto di riqualificazione dell’area mercatale di via Buontalenti sta producendo un effetto che nessun rendering avrebbe potuto restituire con la stessa evidenza: finalmente misuriamo nello spazio reale il rapporto tra la nuova struttura, la piazza e gli edifici che la circondano. La commissione che all’epoca valutò i progetti premiò “l’ordine dell’impianto e la sua sensibilità ambientale” eppure la sensazione che il manufatto restituisce ai più è piuttosto quella di un’invasione di campo che snatura la vocazione della piazza mercatale suscitando infinite polemiche che non accennano ad esaurirsi. Sarebbe però poco utile ridurre la questione a un giudizio estetico: un’opera può piacere o non piacere, quello che è importante è invece approfondire quale effetto produca sullo spazio urbano e sul bene comune.

La saturazione del vuoto non è stata gradita da molti cittadini, che l’hanno percepita come una vera e propria intrusione in una piazza che, appena liberata, aveva ritrovato spazio e visuali. Le stesse ipotesi di mitigazione ambientale avanzate dall’Amministrazione negli ultimi giorni sembrano del resto testimoniare la necessità, emersa a cantiere avviato, di attenuare l’impatto del manufatto attraverso soluzioni che, almeno per ora, appaiono più suggestive che concretamente realizzabili.

Alla luce di tutto questo sarebbe davvero il caso di valutare nuovamente l’opportunità di realizzare anche le altre due coperture previste dal progetto, e non soltanto per le sopracitate questioni ormai chiaramente emerse e difficilmente contestabili, bensì per evidenti ragioni di progettazione. In urbanistica il vuoto non è necessariamente qualcosa da riempire e nelle piazze è spesso proprio lo spazio libero a consentire quella varietà di usi che rende vitale la dimensione pubblica. Questo principio assume un significato particolare nell’area di Buontalenti e Cavallotti, dove le zone aperte mettono in relazione alcuni degli elementi più riconoscibili del quartiere e della città. Se la grande copertura modifica irrimediabilmente la percezione del Mercato Centrale, le altre due strutture andrebbero a interessare ulteriori spazi oggi liberi, introducendo nuovi elementi permanenti lungo visuali urbane importanti.

Tra queste merita particolare attenzione quella che da piazza Cavallotti si apre verso la chiesa di Santa Caterina, uno dei riferimenti monumentali più forti di questa parte della città. Non si tratta di negare le esigenze degli operatori del mercato perchè alberi, sedute, e strutture leggere possono e devono contribuire alla vitalità dello spazio pubblico, semplicemente sarebbe il caso di rivalutare la scala e la tipologia dell’intervento. Un progetto pubblico non perde necessariamente coerenza se viene riconsiderato alla luce di ciò che la sua stessa realizzazione permette di comprendere. Al contrario, il cantiere può diventare uno strumento di verifica perchè ciò che sulla carta appariva equilibrato può assumere nello spazio costruito proporzioni diverse, e prenderne atto non significa rinnegare un progetto ma valutarne gli effetti prima che ogni scelta diventi irreversibile.

La prima copertura ormai consente questa valutazione: prima di procedere con le altre due potrebbe quindi essere utile fermarsi, non per tornare indietro, ma per guardare nuovamente la piazza, riconoscere il valore di ciò che è rimasto libero e magari valutare, compatibilmente con la presenza dei sottoservizi e delle attività commerciali, interventi di depavimentazione e piantumazione di nuove alberature restituendo al luogo ombra naturale, permeabilità e quella qualità urbana che non chiede di essere costruita.

Erika Bartoli
Erika Bartoli
Erika Bartoli, architetto, è socia dello studio Casalini Bartoli Architetti. Svolge attività di progettazione architettonica e pianificazione territoriale in Italia e all’estero, occupandosi di interventi che spaziano dalle ristrutturazioni di interni a progetti su larga scala. Da sempre interessata ai temi della città e dell’abitare, si occupa di progetti residenziali, commerciali e di sviluppo urbanistico.

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