(Il Tirreno, 21 ottobre 2026) «Il terminal non deve essere considerato una realtà separata, ma una parte di un sistema più ampio». Le parole di Matteo Savelli, presidente di Porto di Livorno 2000, indicano una prospettiva da sostenere: trasformare il traffico dei passeggeri in opportunità di crescita per Livorno, collegando porto, patrimonio storico, cultura ed economia cittadina. I dati riportati dal Tirreno del 13 ottobre sono incoraggianti. Tra giugno e agosto Livorno ha registrato oltre 37mila passeggeri in più rispetto al 2025, con una crescita dell’11,5%. Per fine 2026 si prevedono circa 815mila passeggeri e 421 scali. Stime positive, che pongono una domanda: come fare affinché una quota crescente di questi visitatori scopra Livorno e contribuisca alla sua economia? Savelli richiama giustamente la necessità di produrre benefici duraturi, rafforzare l’indotto, valorizzare i servizi e creare lavoro. Una visione che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e realtà cittadine.
L’area di Porto 2000 è strategica: vicina alla Fortezza Vecchia, ai silos e ai Fossi, concentra infrastrutture portuali, archeologia industriale e luoghi simbolo della città. Una prossimità che permette di immaginare un percorso di accoglienza continuo, dal porto al centro.
Autorità di sistema portuale, Comune e Porto Immobiliare stanno investendo nell’area della Fortezza Vecchia. Accanto si trovano il silos restaurato e il Terminal Crociere, legato anche al traffico dei traghetti. Il pubblico potenziale comprende dunque crocieristi, viaggiatori diretti alle isole, persone in attesa dell’imbarco e cittadini. Il waterfront può diventare uno spazio vissuto da tutti. Occorre ora rafforzare l’integrazione, traducendo le collaborazioni in servizi concreti: informazioni multilingue, percorsi pedonali riconoscibili, aperture coordinate, calendari condivisi e proposte di visita facilmente acquistabili. Chi arriva deve sapere cosa vedere, come raggiungerlo e quanto tempo occorre per tornare alla nave.
In questo progetto i Fossi possono avere un ruolo decisivo. Patrimonio storico e paesaggistico, possono diventare vie d’acqua per accompagnare i visitatori verso il centro, raccontando Livorno attraverso il suo rapporto con il mare. Si immagini un servizio hop on hop off sull’acqua: un biglietto, più fermate, la possibilità di scendere, visitare e risalire sul battello successivo. Venezia offre un riferimento, ma Livorno potrebbe sviluppare una formula originale. Occorrerebbe verificarne navigabilità, approdi, accessibilità e sostenibilità, partendo da una sperimentazione stagionale con poche fermate e orari coordinati con gli arrivi delle navi. La vera differenza sarebbe ciò che il visitatore trova una volta sbarcato. Qui entra in gioco un’altra risorsa: gli oltre 7.500 metri quadrati di cantine affacciate sui Fossi. Spazi da valorizzare progressivamente, coinvolgendo proprietari, circoli nautici e operatori culturali. Mostre, laboratori artigianali, racconti della storia portuale, iniziative associative e attività culturali potrebbero costruire un’offerta diffusa, rispettosa delle identità e delle funzioni esistenti.
L’acqua diventerebbe il filo conduttore tra Fortezza Vecchia, silos, cantine e centro cittadino. I battelli accompagnerebbero le persone verso luoghi vivi, capaci di offrire motivi per fermarsi, conoscere e tornare. Guide, commercianti, ristoratori, associazioni e imprese turistiche potrebbero contribuire a un progetto comune, valorizzando la storia e la personalità di Livorno. Per realizzarlo servono obiettivi condivisi e responsabilità precise: individuare un primo itinerario, verificare gli approdi, coinvolgere gli spazi disponibili, definire modalità di gestione e sostenibilità economica. Anche le questioni proprietarie e le condizioni d’uso dovranno trovare soluzioni praticabili attraverso il confronto tra i soggetti interessati. I numeri delle crociere rappresentano un’occasione importante. Continuiamo a collaborare, allarghiamo la visione e trasformiamo le idee in progetti concreti. Avanti tutta: la crescita dei traffici può e deve diventare crescita della città».