sabato, Novembre 7, 2026

Autunno. È il momento giusto per ripensare il “nostro” mare.

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A Livorno il mare non è solo un panorama: è un parente stretto, quello che si saluta passando in scooter e che si guarda per capire che tempo farà davvero. È identità, carattere, modo di stare al mondo. Peccato che, per buona parte dell’anno, questo parente sia… dietro un cancello.

La costa urbana è un mosaico di bagni storici e concessioni che sembrano eterne. E mentre si discute di direttive europee e rinnovi, la scadenza è chiara: entro il 30 giugno 2027 devono partire le procedure di riassegnazione delle concessioni. Il mare è di tutti, ma per tornare davvero accessibile servono gare trasparenti e nel contempo, informazioni chiare, cartellonistica adeguata, percorsi di libero accesso, comunicazione efficace. Una fase che il Comune deve gestire con anticipo e responsabilità.

Nel frattempo, il livornese continua a guardare il mare come un innamorato respinto: vicino, vicinissimo, ma spesso irraggiungibile. Oppure affollatissimo, nei pochi tratti liberi. Molte cose in questi anni sono state fatte, certo, ma serve un salto di qualità: soprattutto d’inverno il mare resta un bene pubblico ad accesso privato, e il turista “mordi e fuggi” ha poche opzioni per godersi il litorale urbano.

Basterebbe davvero poco per restituire blu alla città, mantenendo il nostro lungomare naturale e non troppo cementificato. E mentre alla Rotonda dei Tre Ponti si spera finisca presto lo scempio del cantiere infinito, una proposta semplice potrebbe cambiare un rito collettivo: raddoppiare la “striscia” di San Jacopo, quel molo sottile dove ogni estate si tenta l’impossibile per stendere un asciugamano. Una doppia corsia per bagnanti, una piccola autostrada del relax che darebbe dignità a uno dei luoghi più amati e democratici della città, luogo di battute, di persone e personaggi, di siparietti folcloristici e di tanti bagni, anche invernali.

Le spiagge libere, poche e spesso maltrattate, meritano cura: scalette, moletti che consentano di fare il bagno senza spaccarsi i piedi, docce, cestini adeguati, accessibilità per tutti, anche per i diversamente abili. Una presenza tangibile delle istituzioni, con interventi concreti. E perché poi non favorire la musica in riva al mare, riducendo la burocrazia e sostenendo invece chi crede davvero in un litorale più vivace? O immaginare una Livorno più pet friendly, con almeno un altro tratto di costa dedicato ai cani, invece dell’unica dog beach stretta tra i Bagni Fiume e la (tanta) pazienza dei proprietari.

Infine, un’idea che potrebbe diventare una specie di gioco civico: un Concorso di idee per ripensare il lungomare, soprattutto l’area delle ex baracchine alla Terrazza Mascagni. Un laboratorio pubblico per architetti, studenti e cittadini, per immaginare un mare più vicino, più vivibile, più nostro. E magari anche più accogliente per chi viene a trovarci.

Insomma, Livorno ama il mare, o dice di amarlo? Forse ha solo bisogno di ricordarselo.

È autunno: pensiamoci adesso.

Francesco Belliti
Francesco Belliti
Francesco Belliti è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Lavora da oltre 25 anni in contesti multinazionali di vari settori industriali. Dopo una lunga esperienza nel settore delle Risorse Umane, oggi è dirigente nella Società Toscana Aeroporti Spa, ricoprendo il ruolo di legal procurement, responsabile gare e appalti. E’ inoltre RSPP in Toscana Aeroporti e Coordinatore del gruppo nazionale salute e sicurezza sul lavoro di Assaeroporti. Formatore e “coach” professionale, ama profondamente Livorno, le sue peculiarità ed il suo anticonformismo, cercando di contribuire - insieme a Livorno Futura - ad una sua ulteriore evoluzione culturale e valoriale con riflessioni e contaminazioni di pensiero trasversale.

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