Il Tirreno 19/10/2026
Livorno – «La convocazione dell’incontro fra Comune e consorzio nautico, annunciato per lunedì 19 ottobre, alla presenza del sindaco Luca Salvetti e dell’assessora Viola Ferroni, è una buona notizia. Bene che si prenda a cuore il futuro dei fossi cercando una soluzione condivisa. Ora va allargato il progetto».
A dirlo è Furio Bassano di Livorno Futura, che propone «di cambiare lo sguardo. Continuiamo a parlare del problema fossi: e se cominciassimo a considerarli un’opportunità di rilancio della città? Un patrimonio che intreccia storia, paesaggio, cultura, sport, turismo ed economia, capace di collegare il porto ai quartieri. La nautica sociale appartiene a questa identità. Il radicamento dei circoli, il lavoro dei volontari, la tradizione delle barche sono valori da custodire. Il confronto avviato con il Consorzio è dunque necessario. Per costruire un progetto complessivo, tuttavia, occorre allargare il tavolo: lungo quelle sponde vivono interessi, diritti e possibilità che vanno ben oltre la gestione degli ormeggi. Pensiamo ai proprietari, pubblici e privati, delle cantine affacciate sui fossi: un patrimonio indicato in oltre ottomila metri quadrati, la cui consistenza e i cui usi meritano una ricognizione condivisa. Anche le associazioni delle persone con disabilità devono partecipare fin dall’inizio, perché l’accessibilità diventi un criterio di progetto».
Livorno Futura ricorda poi che «ci sono anche le guide turistiche. Conoscono le bellezze del circuito e le difficoltà quotidiane dei percorsi. Il consorzio del mercato Centrale potrebbe contribuire a valorizzare lo splendido affaccio sui Fossi, collegando la visita del mercato ai prodotti, alla cucina e alla storia livornese. E ancora: Porto di Livorno 2000, che gestisce il terminal crociere in un’area a contatto con il circuito, può aiutare a costruire collegamenti fra l’arrivo dei passeggeri e la scoperta della città. Gli istituti scolastici, a partire dal Nautico, possono partecipare a progetti didattici e di valorizzazione. I comitati remieri, in primo luogo quello della Coppa Barontini, custodiscono un’esperienza preziosa: sanno trasformare i fossi in partecipazione, spettacolo e appartenenza. La proposta è semplice: convocare una conferenza cittadina sui fossi, con tutti questi soggetti, collegata a un preciso percorso amministrativo».
Il tutto a patto che «l’allargamento del confronto non sia un temporeggiamento ma faccia avanzare il lavoro. Occorrono un ente che coordini il percorso, una ricognizione di beni e competenze, priorità pubbliche, un calendario e verifiche sui risultati. Le manutenzioni urgenti e gli interventi già praticabili devono procedere mentre si costruisce il disegno generale».