Il Tirreno, 4 novembre 2026
L’assessora Viola Ferroni ha illustrato tempi e criteri delle gare per le concessioni balneari. Il Comune ha scelto una linea prudenziale: attendere le indicazioni nazionali prima di pubblicare i bandi, rinunciando alla possibilità di anticipare le assegnazioni e affrontare la stagione 2027 con un quadro già definito.
È una scelta condivisibile, pur con possibili conseguenze. Un’altra stagione di incertezza potrebbe scoraggiare gli investimenti dei concessionari uscenti e indurre qualcuno a privilegiare gli incassi immediati, nella prospettiva di quella che potrebbe essere l’ultima estate di gestione. Sarebbe però troppo facile criticare qualsiasi decisione, accusando il Comune di imprudenza se anticipa e di eccessiva cautela se aspetta: preferiamo contribuire con delle proposte.
Il terreno su cui si può fare di più è quello dei criteri. L’attenzione annunciata all’accessibilità e alla tutela del lavoro, attraverso clausole sociali, è condivisibile. Si potrebbero però ampliare e precisare meglio i criteri di valutazione, premiando chi offre maggiori benefici alla cittadinanza. Perché i bagni occupano spazi pubblici, cioè di tutti, affidati in concessione: questa natura deve essere ben chiara e restare al centro delle scelte.
Un primo criterio ulteriore potrebbe essere l’apertura oltre la consueta stagione. Sarebbe utile premiare chi garantisce giornate e fine settimana aggiuntivi in primavera e autunno, con orari e servizi dichiarati, compatibilmente con sicurezza e autorizzazioni. Aprire soltanto il bar è diverso dal rendere fruibili gli spazi sul mare. Quegli ambienti possono essere vissuti anche per leggere, passeggiare o incontrarsi. Un calendario più ampio potrebbe inoltre offrire occasioni di lavoro meno concentrate nei mesi estivi.
C’è poi l’accessibilità economica. Nel confronto fra le offerte dei partecipanti alla gara dovrebbe pesare quanto spenderà il cittadino: ingresso giornaliero, mezza giornata, abbonamento e servizi essenziali. Un paniere omogeneo aiuterebbe a confrontare le tariffe. Si potrebbero premiare formule flessibili, ingressi pomeridiani e una quota di disponibilità per gli utenti occasionali, evitando che tutta l’offerta sia assorbita dagli abbonamenti.
Un valore ulteriore potrebbe avere la disponibilità di abbonamenti a prezzo ridotto per famiglie in difficoltà, individuate dal Comune con criteri trasparenti e rispettosi della riservatezza. Il punteggio dovrebbe riflettere sia l’entità dell’agevolazione sia il numero di beneficiari.
Particolare attenzione merita l’offerta per le persone con disabilità. Oltre agli obblighi previsti, dovrebbero contare le agevolazioni per la persona, l’accompagnatore e i familiari, le attrezzature per entrare in acqua, i percorsi accessibili, gli spogliatoi, le docce e la presenza di personale formato. Quanto più l’offerta favorisce autonomia e partecipazione, tanto maggiore dovrebbe essere il punteggio. E le dotazioni devono essere realmente utilizzabili, mantenute e disponibili, non soltanto elencate nel progetto.
Anche l’accesso gratuito al mare richiede chiarezza. Il rispetto degli obblighi di accesso e transito per raggiungere la battigia, anche ai fini della balneazione, deve essere una condizione di base, eon significa usare gratuitamente lettini e servizi. Il bando dovrebbe richiedere, per ogni stabilimento e tenendo conto delle sue caratteristiche, percorsi e modalità di attraversamento, con informazioni visibili all’ingresso e online. Le soluzioni che rendono questo diritto più semplice da esercitare possono rappresentare un miglioramento da valutare.
Un’altra proposta riguarda gli spazi nei periodi di minor utilizzo. Se un gestore prevedesse di metterli a disposizione di associazioni per attività sociali, culturali, sportive o di aggregazione, in collaborazione con il Comune, la sua offerta dovrebbe ricevere un riconoscimento. Ciascuno potrebbe individuare la forma più gestibile: alcune ore settimanali, giornate dedicate, ambienti coperti o terrazze, gratuitamente o a condizioni agevolate. A contare dovrebbero essere la consistenza e l’utilità dell’impegno. Sarebbe un’occasione soprattutto per i giovani, che hanno bisogno di luoghi accessibili dove incontrarsi, studiare, proporre musica e laboratori. Ma anche per scuole, anziani e persone sole. Gli spazi dei bagni potrebbero così contribuire alla vita cittadina per una parte più ampia dell’anno.
Completano il quadro la riduzione dei consumi idrici ed energetici, la manutenzione degli accessi al mare, la tutela del paesaggio e gli ulteriori servizi che i partecipanti alla gara intendano offrire.
I concessionari uscenti possono mettere a frutto l’esperienza maturata per sviluppare queste proposte; nuovi partecipanti possono portare idee e soluzioni diverse. La gara dovrebbe valorizzare i contributi migliori, da chiunque provengano.
Il Comune deve selezionare gestori capaci di mantenere le promesse e restituire benefici alla città. Perché il mare è di tutti, e gli spazi pubblici devono essere affidati a chi sa renderli concretamente fruibili dalla collettività, con particolare attenzione a chi incontra maggiori difficoltà economiche, fisiche o sociali.