mercoledì, Luglio 8, 2026

La presentazione del libro di Sara Cafissi su Fosco Cioni

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Venerdi 26 giugno, presso lo Chalet della Rotonda, è stato presentato il volume di Sara Cafissi su Fosco Cioni, talentuoso disegnatore e progettista al servizio dell’architettura nella Livorno a cavallo fra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900 e, fino ad oggi, incredibilmente sconosciuto.
Il Volume, edito da Media Print e promosso da So.Crem, è stato introdotto dal presidente Giampaolo Berti con l’ausilio di Maurizio Bettini, entrambi orgogliosi di aver dato vita a una sinergia che ha contribuito a riportare agli onori della cronaca una figura importante per la storia cittadina e, purtroppo, rimasta nell’ombra.
La professoressa Denise Ulvieri e l’autrice Sara Cafissi hanno tratteggiato il profilo affascinante del “practico” Cioni, figura che all’epoca esercitava la professione di architetto senza averne pieno titolo, liberato oggi dall’oblio della memoria grazie a una scoperta casuale.


Lo storico Mario Tredici, infatti, durante le sue ricerche per un libro su Mondolfi, si è imbattuto in una polemica fra professionisti dell’epoca in un cui veniva nominato tale Fosco Cioni a proposito del progetto del tempio Cinerario che si sarebbe dovuto edificare, di lì a breve, a fianco del già esistente Cimitero dei Lupi.
Grazie a questa scoperta inaspettata la So. Crem, che da anni cercava invano il nome del progettista del Tempio, ha guadagnato un tassello importante della propria storia e identità e ha promosso una ricerca che potesse finalmente dare lustro a una figura professionale che a Livorno ha dato moltissimo.
Dal lavoro dell’autrice, frutto di una ricerca approfondita, emerge la figura di un uomo mite, appassionato e talentuoso, che per tutta la vita ha cercato di legittimare la propria presenza nel mondo dell’architettura nonostante la sua formazione non potesse essere considerata propriamente accademica.
Formatosi alla scuola di architettura Belga, che lo fregiò di un titolo che in Italia non era ritenuto valido, ha invece svolto tutta la sua carriera professionale a Livorno, durante la quale ha operato con grande creatività miscelando all’interno dei propri progetti eclettismo, influenze art Nouveau e solida tradizione toscana.
Disegnatore raffinatissimo, dotato di una mano grafica felice ed estremamente caratterizzante, ha progettato e disegnato, come tecnico comunale prima e come libero professionista poi, alcuni fra gli edifici sorti nella prima metà del secolo scorso più caratterizzanti della nostra città.
Difficile capire all’epoca quale fosse per Cioni la linea di confine fra il disegnatore e il progettista, soprattutto nel periodo in cui lavorò presso gli uffici comunali e durante il quale, fra le varie esperienze, collaborò al progetto dello Stabilimento termale delle Acque della Salute con l’ing. Badaloni.
Dal 1910 iniziò la sua attività professionale vera e propria, partecipando con successo a competizioni internazionali, conseguendo premi e riconoscimenti e progettando edifici, architetture commemorative e stand per esposizioni.
Lavorò alla realizzazione del nuovo Palazzo delle Poste e dei Telegrafi e a quella del nuovo Tempio Crematorio da erigersi nel Cimitero della Cigna. Sono suoi i progetti di moltissimi villini in stile eclettico, oltre a interventi su edifici adibiti allo spettacolo, come il Cinema Politeama o il progetto per la lottizzazione del Villaggio Valaperti sul viale Italia, che porta alla realizzazione di un edificato che ancora oggi caratterizza con forza tutta una zona della nostra città.
Sue, fra molte altre, anche due architetture molto amate dai livornesi: la Baracchina Rossa e, con grande probabilità, lo Chalet della Rotonda, luogo in cui si è scelto appunto di onorarlo.
Fosco Cioni ha vissuto con l’umiltà tipica del professionista dedito all’amore per il proprio lavoro, immerso nella progettazione e teso nella missione che conduce i veri appassionati alla realizzazione del “bello”.
Ci è riuscito, fortunatamente per lui e per noi, e questo volume denso di progetti meravigliosamente disegnati a mano, gli rende un grande onore, ricordandoci che la passione e la competenza di chi ci ha preceduto devono rimanere nella memoria, facendosi veicolo di ispirazione e, soprattutto, aspirazione.

Erika Bartoli
Erika Bartoli
Erika Bartoli, architetto, è socia dello studio Casalini Bartoli Architetti. Svolge attività di progettazione architettonica e pianificazione territoriale in Italia e all’estero, occupandosi di interventi che spaziano dalle ristrutturazioni di interni a progetti su larga scala. Da sempre interessata ai temi della città e dell’abitare, si occupa di progetti residenziali, commerciali e di sviluppo urbanistico.

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